Tag Archive | Corneliu Codreanu

Legionarismo ascetico. Colloquio col capo delle “Guardie di Ferro”

Autore: Julius Evola

Rapidamente la nostra auto lascia dietro di se quella curiosa cosa che è la Bucarest del centro: un insieme di piccoli grattacieli e di edifici modernissimi, prevalentemente di tipo “funzionale”, con mostre e magazzini fra la parigina e l’americana, l’unico elemento esotico essendo i frequenti cappelli di astrakan degli agenti e dei borghesi. Raggiungiamo la stazione del Nord, imbocchiamo una polverosa strada provinciale costeggiata da piccoli edifici del tipo della vecchia Vienna, che con rigorosa rettilineità raggiunge la campagna. Dopo una buona mezz’ora, l’automobile svolta improvvisamente a sinistra, prende una via campestre, si arresta di fronte ad un edificio quasi isolato fra i campi: è la cosiddetta “Casa Verde”, residenza del Capo delle “Guardie di Ferro” romene.

“L’abbiamo costruita con le nostre stesse mani” ci dicono con un certo orgoglio i legionari che ci accompagnano. Intellettuali e artigiani si sono associati per costruire la residenza del loro capo, quasi nel significato di un simbolo e di un rito. Lo stile della costruzione è romeno: ai due lati, essa si prolunga con una specie di portico, tanto da dar quasi l’impressione di un chiostro. Entriamo, raggiungiamo il primo piano. Ci viene incontro un giovane alto e slanciato, in vestito sportivo, con un volto aperto, il quale dà immediatamente una impressione di nobiltà, di forza e di lealtà. E’ appunto Cornelio Codreanu, capo della Guardia di Ferro. Il tipo è caratteristicamente ariano-romano: sembra una riapparizione dell’antico mondo ario-italico. Mentre i suoi occhi grigio-azzurri esprimono la durezza e la fredda volontà propria ai Capi, nell’insieme dell’espressione vi è simultaneamente una singolare nota di idealità, di interiorità, di forza, di umana comprensione. Anche il suo modo di conversare è caratteristico: prima di rispondere, egli sembra assorbirsi, allontanarsi, poi, ad un tratto, comincia a parlare, esprimendosi con precisione quasi geometrica, in frasi bene articolate ed organiche.

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Posted in Historie, Převzato, Rozhovory, Septentrion, Italiano

Martin Schwarz o Juliu Evolovi

Jaký byl Evolův [*] přístup k náboženství, přesněji v jakých náboženstvích spatřoval ducha Tradice?

Může se to zdát zvláštní, ale Evola se nikdy nezajímal o to, co se obecně nazývá „náboženství“. Vždy se hlavně zajímal o uskutečnění potenciálu vlastního Já a v budování (nebo uchování) společností, které jsou schopné umožnit sebezdokonalování těm, kteří o něj nejvíce usilují. Z toho vyplývá, že taková náboženství, která zlehčují osobní snahy jedince za účelem poskytnutí všeobecného duchovního jmenovatele, jsou nepřátelská jeho záměru. Evola jasně určil křesťanství jako náboženství, které zneschopňuje potenciál několika „vyšších lidí“, aby nerozlobila většinu tvořenou ovcemi. Ale to samé platí na podoby mahájánového buddhismu a více nebo méně pro všechna náboženství kali jugy, současného věku temna.

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Posted in Filosofie, Historie, Rozhovory, Religionistika

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„Proti národní myšlence se [usurokrati] nestavějí proto, že je národní, ale protože nesnášejí jakýkoli celek síly dostatečně velký na to, aby se postavil celosvětové tyranidě lichvářů bez vlasti.“

Ezra Pound

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